Milano, 18 febbraio 2025 – Un tragico episodio di violenza si è consumato nel tardo pomeriggio di sabato in una panetteria di piazza Gambara, a Milano, dove un uomo di 49 anni, Ivan Disar, è stato ucciso a colpi di pistola. La polizia ha arrestato Raffaele Mascia, 21 anni, figlio del proprietario del negozio, sospettato di essere l’autore del delitto. Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere di sicurezza, lo avrebbero ripreso mentre fuggiva dalla scena del crimine.
Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe scaturito da una banale lite. Mascia, armato di una pistola calibro 38, avrebbe aperto il fuoco indiscriminatamente contro due cittadini ucraini presenti nel locale. Oltre a Disar, che ha perso la vita, è rimasto ferito Pavel Kioresko, 26 anni, ricoverato in ospedale ma fuori pericolo di vita dopo un intervento chirurgico. Una terza persona, un’amica delle due vittime, era presente ma è rimasta illesa.
Le immagini delle telecamere hanno giocato un ruolo cruciale nell’identificazione del sospetto. Raffaele Mascia è stato ripreso mentre si allontanava dal retro della panetteria, lasciando dietro di sé il cellulare e una katana, trovata nel retrobottega dove talvolta dormiva. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al traffico di droga, è stato fermato e accusato di omicidio aggravato, tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Al momento della sparatoria, all’interno della panetteria si trovavano cinque persone: i due ucraini, la loro amica, il gestore del locale e suo figlio. Quest’ultimo, secondo quanto dichiarato dal padre agli inquirenti, avrebbe reagito a presunti insulti dei due uomini recuperando la pistola e aprendo il fuoco. Il padre, invece, ha affermato di trovarsi nel retrobottega a scaldare delle pizzette quando sono stati esplosi i colpi.
Le autorità hanno escluso che il delitto sia legato a dinamiche di criminalità organizzata, concentrandosi invece sulla ricostruzione dei fatti e sulle motivazioni personali che avrebbero portato alla tragedia. L’indagine prosegue per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.