La sua posizione nel momento del ritrovamento era fetale, con mani e caviglie legate, e una felpa annodata sopra la testa, che sembrava essere stata utilizzata per trasportare il corpo.
Le prime indagini hanno ipotizzato che la ragazza possa aver accusato un malore dopo aver assunto droghe insieme a un’altra persona. Questa persona potrebbe aver spostato il suo corpo nel luogo dove è stato scoperto, ma, per il momento, non sono stati trovati segni evidenti di violenza sul corpo.
L’autopsia, programmata per il 19 febbraio, è destinata a fornire ulteriori risposte, mentre gli investigatori, guidati dal sostituto procuratore Flaminio Forieri, continuano a indagare. Un aspetto rilevante emerso dalle prime indagini è che Karine Cogliati era senza fissa dimora e potrebbe aver frequentato, tra gli altri, alcuni senzatetto nei pressi di piazza Cambiaghi, a Monza.
Il ritrovamento del corpo risale al 16 febbraio, quando un passante ha fatto la macabra scoperta lungo un sentiero vicino alle grotte di Realdino.
Karine, nata in Italia da genitori brasiliani, aveva due figlie ed era seguita dai servizi per le tossicodipendenze. Nonostante alcuni precedenti per reati minori, non aveva mai ricevuto condanne definitive. La sua morte misteriosa ha suscitato molte domande e le indagini sono ancora in una fase iniziale.