Tragedia di Andrea Prospero: indagini su una conversazione online prima del suicidio, giovane ai domiciliari

17 marzo 2025 – 17:42 – CHIETI
Una tragica storia emerge dalle indagini condotte dalla polizia di Perugia riguardanti la morte di Andrea Prospero, uno studente universitario di Lanciano (Chieti). Gli inquirenti stanno indagando su un giovane di 18 anni, residente a Roma, accusato di aver influenzato o incoraggiato Andrea a togliersi la vita, tramite una serie di messaggi scambiati online.
Secondo quanto affermato dal procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, la conversazione tra i due è particolarmente drammatica, poiché avviene nei momenti precedenti la tragedia. In uno degli scambi, l’adolescente romano, che era attivo sul web con diversi pseudonimi, avrebbe scritto a Andrea, che non rispondeva a un altro interlocutore, con una frase inquietante: “Guarda che stai parlando con un morto”.
Durante la chat, Andrea avrebbe condiviso le sue incertezze riguardo alla decisione di farla finita, e il giovane romano lo avrebbe esortato a proseguire, fornendo indicazioni su come compiere il gesto. Una volta avvenuto l’atto, secondo gli inquirenti, il 18enne non ha cercato aiuto, ma ha tentato di eliminare le prove per impedire che fosse rintracciato.
L’avvocato Francesco Mangano, che rappresenta la famiglia di Andrea, ha dichiarato che l’indagine sta finalmente portando alla luce alcune risposte alle domande che la famiglia si era posta. “Speriamo che la tragica vicenda di Andrea possa servire da avvertimento per tanti giovani che navigano su internet, un ambiente che può essere pericoloso se non gestito correttamente”, ha detto l’avvocato.
Il padre di Andrea, Michele Prospero, ha invece sollevato dei dubbi sulla versione degli eventi, sostenendo: “Io credo che non si sia trattato di un gesto volontario. Continuo a pensare che si tratti di un omicidio”.
Le ricostruzioni della polizia indicano che il 24 gennaio, giorno del decesso, Andrea avrebbe espressamente dichiarato di non avere la forza di compiere l’atto estremo. Il giovane accusato, sempre secondo le indagini, lo avrebbe rassicurato e incoraggiato a superare la sua paura, convincendolo a proseguire con la decisione.
Il procuratore Cantone ha commentato le circostanze con preoccupazione: “Il web ha un impatto che può rivelarsi devastante, non solo per chi lo osserva da un punto di vista legale, ma anche per chi è genitore”. Inoltre, ha sottolineato: “Due persone che non si conoscevano personalmente hanno iniziato a parlare dei loro problemi, e uno dei due è riuscito a influenzare l’altro in modo tale da spingerlo a compiere un gesto estremo, il suicidio. Questo deve farci riflettere profondamente”.