Milano, traffico di droga e escort: arrestati Stefania Nobile e Davide Lacerenza

Le indagini, coordinate dalla procura, hanno rivelato che i due, insieme a un collaboratore che è stato posto ai domiciliari, avrebbero organizzato un giro di escort e distribuito droga a una clientela selezionata. Durante l’operazione sono stati sequestrati oltre 900mila euro, ritenuti proventi di attività di autoriciclaggio.
Il difensore di Stefania Nobile ha prontamente dichiarato che la sua assistita non è coinvolta direttamente nella prostituzione, né ha tratto guadagni illeciti da tale attività. Secondo il legale, l’accusa di prostituzione nei confronti della Nobile deriva dal fatto che i guadagni delle attività illecite sono stati indirizzati verso la società che lei avrebbe gestito, ma non ha mai partecipato in prima persona alla gestione o sfruttamento della prostituzione.
Le accuse
Le accuse formulate contro Stefania Nobile, Lacerenza e il collaboratore Davide Ariganello comprendono autoriciclaggio, favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione e traffico di stupefacenti. Le Fiamme Gialle hanno anche messo sotto sequestro il locale “Gintoneria”, un celebre punto di ritrovo a Milano. Secondo le indagini, nel locale si faceva un uso smodato di cocaina, spesso combinata con alcol, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze sulla salute dei clienti, alcuni dei quali sono stati visti in gravi condizioni dopo l’assunzione di sostanze.
Il locale come centro di traffico di droga e prostituzione
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il locale non solo offriva piatti gourmet e bevande pregiate, ma anche la possibilità di consumare sostanze stupefacenti e di pagare per prestazioni sessuali offerte da escort. Queste attività hanno generato guadagni illeciti, che sono stati successivamente riciclati attraverso l’attività commerciale del locale. Alcune intercettazioni hanno rivelato che Lacerenza fosse ossessionato dall’uso di cocaina, tanto che in una conversazione ha esortato i suoi interlocutori a consumarla. In un video risalente a gennaio 2025, Lacerenza appare mentre fa uso di sostanze stupefacenti insieme al noto Andrea Diprè (non indagato).
Sequestro di denaro e indagini in corso
Oltre agli arresti domiciliari, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 900mila euro, ritenuti il frutto di autoriciclaggio legato all’attività illecita. Le indagini sono partite da segnalazioni di operazioni sospette, che hanno portato a un approfondimento riguardante il riciclaggio di denaro attraverso il locale.
Clienti facoltosi e pratiche illecite
Le indagini hanno rivelato che alcuni clienti del locale spendevano somme considerevoli, anche fino a 70mila euro per serate all’insegna di alcol, droga e prostituzione. Le escort coinvolte nel giro, alcune delle quali appena maggiorenni, venivano reclutate da Stefania Nobile e Lacerenza. Tra i clienti, vi erano anche rappresentanti delle forze dell’ordine, che avrebbero usufruito dei servizi offerti in cambio di favori o informazioni su indagini in corso.
La posizione di Wanna Marchi
Nonostante Wanna Marchi, madre di Stefania, non sia indagata, le indagini hanno suggerito che fosse al corrente delle attività illecite che avvenivano nel locale. Sebbene abbia criticato i comportamenti scorretti di alcuni clienti, esprimeva comunque soddisfazione per gli introiti derivanti dalle attività del locale, che le avevano permesso di viaggiare in luoghi esotici. Secondo quanto emerso da alcune intercettazioni, Wanna Marchi avrebbe mostrato preoccupazione per le implicazioni legali, ma contemporaneamente sembrava accettare i guadagni illeciti.
Preoccupazioni di Stefania Nobile
Stefania Nobile, pur manifestando preoccupazione per un possibile intervento delle forze dell’ordine, è stata accusata di chiudere un occhio sulle pratiche illecite che si svolgevano nel suo ambito professionale. Nonostante temesse l’arresto, avrebbe continuato a collaborare con Lacerenza nella gestione delle attività criminali, contribuendo anche alla parte amministrativa e contabile del locale.
Membri delle forze dell’ordine tra i clienti
Le indagini hanno anche messo in luce che diversi membri delle forze dell’ordine potrebbero essere stati coinvolti nel giro di prostituzione e droga. Alcune intercettazioni suggeriscono che un militare della Guardia di Finanza avesse ricevuto prestazioni sessuali gratuitamente, probabilmente in cambio di favori o informazioni su indagini in corso.
In sintesi, le indagini hanno messo in evidenza una rete di traffico di droga e prostituzione di alto livello, che coinvolgeva clienti facoltosi, tra cui alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Nonostante le accuse, il legale di Stefania Nobile ha insistito nel negare qualsiasi responsabilità diretta della sua assistita in queste attività illecite.